Le operazioni di sollevamento presentano un rischio elevato perché anche i sollevamenti di routine possono diventare rapidamente pericolosi se il carico oscilla, si impiglia, deriva, cade o passa vicino alle persone. Il sollevamento in sicurezza richiede una pianificazione completa per proteggere le persone, chiarire le responsabilità e mantenere il controllo dell’area di sollevamento per tutta la durata dell’operazione. L’HSE afferma che i lavori di sollevamento devono essere adeguatamente dotati di risorse, pianificati e organizzati da persone competenti, con un livello di pianificazione proporzionato alla complessità e al rischio dell’attività.

Un sistema di sollevamento efficace si basa su tre elementi che devono funzionare insieme: un piano di sollevamento realistico, ruoli chiaramente definiti e aree di esclusione progettate in funzione delle reali condizioni del cantiere, non di condizioni ideali. Quando uno di questi elementi è debole, le persone possono finire per condividere lo spazio con un carico sospeso o in movimento, proprio ciò che i sistemi di lavoro sicuri devono evitare. In Gran Bretagna, l’essere colpiti da un oggetto in movimento continua a essere una delle principali cause di infortuni mortali sul lavoro.

Perché le operazioni di sollevamento falliscono

Gli incidenti durante le operazioni di sollevamento raramente derivano da un singolo errore. In genere si verificano quando si allineano più debolezze prevedibili, come scarsa visibilità, sequenze eseguite in fretta, traffico di cantiere misto, supervisione poco chiara, barriere inadeguate, cambiamenti meteorologici o persone che attraversano l’area di sollevamento prendendo scorciatoie. Sotto pressione produttiva, le aree di esclusione vengono spesso oltrepassate se interferiscono con i percorsi pedonali, le consegne o le attività vicine, soprattutto quando i confini sono segnati solo con coni o nastro e non sono controllati in modo chiaro.

Un altro problema comune è l’eccessivo affidamento sull’attenzione delle persone. L’attenzione umana diminuisce con il tempo e le attrezzature di sollevamento presentano spesso punti ciechi. I sistemi che dipendono dal fatto che qualcuno noti una violazione sono meno efficaci di quelli che impediscono fisicamente l’accesso alle zone di pericolo. Il sollevamento in sicurezza funziona meglio quando l’esposizione al rischio viene eliminata già in fase di progettazione, non semplicemente gestita con richiami a “fare attenzione”.

Pianificare correttamente il sollevamento

Una pianificazione efficace del sollevamento inizia prima ancora di agganciare il gancio. L’HSE richiede che i piani affrontino i rischi prevedibili, individuino le risorse necessarie e definiscano azioni e responsabilità in ogni fase. Per sollevamenti semplici e di routine in condizioni stabili, può essere sufficiente un piano generico. I sollevamenti più complessi o a rischio più elevato richiedono invece un piano scritto elaborato da una persona con formazione, conoscenze, competenze ed esperienza adeguate.

I piani più efficaci considerano molto più del semplice percorso previsto. Tengono conto dell’intero ingombro del carico, comprese le aree che il carico potrebbe occupare se oscilla, ruota, si impiglia, scivola o viene rilasciato accidentalmente. Ciò include il percorso sotto il carico, l’area di rotazione o di ingombro posteriore della macchina, la zona di posa e qualsiasi oltrepassamento durante l’appoggio finale. Se il sollevamento attraversa un passaggio pedonale, una strada interna, una zona di lavoro o un percorso verso aree di servizio, il problema va affrontato come una questione progettuale prima dell’inizio dell’operazione, non semplicemente menzionato durante un briefing.

Un piano di sollevamento accurato deve affrontare le reali condizioni del sito che spesso sulla carta vengono trascurate, come vento, accessi limitati, vicinanza a strutture, linee elettriche aeree, servizi interrati, terreno irregolare, capacità portante di solai o piattaforme, consegne nelle vicinanze, radio condivise, scarsa visibilità e presenza di lavorazioni concorrenti. Se il piano non può garantire il controllo sicuro dell’area, occorre modificare la sequenza, spostare altre lavorazioni o rinviare il sollevamento fino a quando le condizioni non saranno adeguate.

Competenza e supervisione

La sola pianificazione non basta. L’HSE richiede la presenza di personale competente in ogni fase e una supervisione proporzionata al rischio. I sollevamenti di routine possono richiedere una supervisione minima, ma carichi insoliti, ambienti difficili, interfacce con il pubblico, sollevamenti ciechi o cantieri congestionati richiedono un controllo più stretto.

La competenza nelle operazioni di sollevamento comprende sia capacità pratiche sia competenze tecniche. Le persone coinvolte devono comprendere l’attrezzatura, il carico, l’ambiente, il metodo operativo e gli obblighi legali applicabili. Devono inoltre avere sufficiente autorità per intervenire quando le condizioni cambiano. Un sistema sicuro si deteriora rapidamente quando qualcuno sa che c’è un problema ma non si sente autorizzato a fermare il lavoro.

Ruoli che devono essere chiari prima dell’inizio del sollevamento

Ruoli chiari sono essenziali in ogni operazione di sollevamento. Il pianificatore definisce il metodo sicuro, il supervisore verifica che il metodo venga rispettato, l’operatore controlla l’attrezzatura e l’addetto all’imbracatura/segnalatore o banksman gestisce l’aggancio del carico, la segnalazione e i movimenti. Nei cantieri più intensi, dovrebbe essere nominata una persona specifica per gestire il confine dell’area di esclusione, così da evitare che questa responsabilità venga trascurata o assegnata informalmente.

Questo aspetto è fondamentale perché molti problemi si verificano proprio nei punti di interfaccia. L’operatore potrebbe non vedere chiaramente l’area di posa. L’addetto all’imbracatura potrebbe essere concentrato sul fissaggio del carico. Il supervisore potrebbe seguire più attività contemporaneamente. Altri appaltatori potrebbero presumere che sia qualcun altro a tenere lontane le persone. Se nessuno sa rispondere con chiarezza a domande come “Chi controlla quest’area?” o “Chi può fermare il sollevamento?”, allora l’operazione è già esposta al rischio. La responsabilità deve essere assegnata nominalmente, comunicata a tutti gli interessati e confermata di nuovo ogni volta che il piano di sollevamento o le condizioni del sito cambiano.

Aree di esclusione e perché sono importanti

Un’area di esclusione è l’area controllata nella quale non devono entrare persone che non siano direttamente coinvolte nel sollevamento. Lo scopo è semplice: se il carico si muove in modo imprevisto, cade, oscilla o l’attrezzatura entra in una zona pericolosa, non deve esserci nessuno che possa essere colpito. L’HSE afferma che, ove possibile, i carichi non devono essere sospesi sopra aree occupate e che, quando ciò non può essere evitato, i rischi devono essere ridotti al minimo. Se i carichi rimangono sospesi per periodi significativi, l’area sottostante deve essere trattata come una zona di pericolo ad accesso limitato.

Un’area di esclusione efficace va oltre la sola zona direttamente sotto il gancio. Deve considerare i pericoli in tre dimensioni: sotto il percorso del carico, intorno alla gru o all’impianto di sollevamento, nella zona di posa e in qualsiasi area interessata da oscillazione, deriva, impiglio, rilascio o ingombro posteriore. Se le persone possono attraversare facilmente il confine o se questo si sovrappone ai normali percorsi di accesso, è probabile che l’area fallisca sotto pressione.

Come predisporre un’area di esclusione efficace

Prima dell’inizio del sollevamento, il team dovrebbe valutare l’attrezzatura, il carico, l’ambiente e il movimento previsto del carico, quindi delimitare chiaramente l’area di esclusione con misure proporzionate al rischio. In situazioni a rischio più basso possono bastare segnaletica e barriere temporanee, ma in aree ad alto passaggio o a rischio maggiore le barriere fisiche robuste sono molto più efficaci dei soli coni o del nastro. Punti di accesso definiti, cancelli bloccati, percorsi alternativi e un presidio attivo aiutano a far rispettare il confine.

Un briefing pre-sollevamento o un toolbox talk è essenziale per garantire che tutti comprendano la sequenza del sollevamento, le aree di pericolo, le restrizioni di accesso, i segnali, le regole di arresto e le procedure da seguire in caso di cambiamento. Questo briefing dovrebbe coinvolgere non solo la squadra di sollevamento, ma anche le lavorazioni vicine, gli autisti, i visitatori e chiunque possa essere interessato. Un confine compreso solo dagli addetti al sollevamento non è realmente sotto controllo.

Le zone sicure devono essere mantenute per l’intera durata dell’operazione, comprese imbracatura, sollevamento, traslazione, posa e sgancio. Un errore frequente consiste nell’allentare il controllo quando il carico sta per toccare terra, anche se proprio la fase di posa può essere instabile a causa di rotazioni, imbracature incastrate, punti di schiacciamento e aggiustamenti dell’ultimo momento. L’area deve rimanere controllata finché il carico non è stabile, sganciato in sicurezza e l’attrezzatura non è libera.

Comunicazione durante il sollevamento

Una comunicazione chiara è fondamentale, soprattutto durante i sollevamenti ciechi, i sollevamenti in prossimità di aree pubbliche o condivise e le operazioni che coinvolgono più squadre. I segnali devono essere concordati in anticipo e compresi da tutti i soggetti coinvolti. Se si utilizzano radio, il canale dovrebbe essere libero e dedicato al sollevamento, così da evitare che istruzioni critiche vadano perse. Se la comunicazione si interrompe, l’operazione deve essere fermata fino al ripristino del controllo.

L’autorità di fermare i lavori deve essere reale, non solo prevista sulla carta. La persona che gestisce i segnali o l’area di esclusione deve poter arrestare immediatamente il sollevamento se si perde la visibilità, viene violata una barriera, aumenta il vento, il carico si comporta in modo inatteso o il percorso non è più chiaro. Supervisori e direzione devono sostenere apertamente questa autorità, perché è proprio nei momenti di pressione che serve di più.

Debolezze comuni che creano pericolo

Le operazioni di sollevamento non sicure presentano spesso le stesse debolezze: si pianifica solo il percorso previsto invece dell’intero inviluppo di movimento, si segnano le zone sulla carta ma non sul posto, ci si affida solo ad avvisi verbali, si consente al personale non essenziale di restare nelle vicinanze, si affida il controllo del confine a personale già impegnato in più compiti e si riduce la dimensione dell’area di esclusione per mantenere la produzione invece di modificare la sequenza. Vento, scarsa visibilità, spazi di lavoro condivisi e materiali collocati male possono aggravare ulteriormente questi problemi.

Nei cantieri più affollati, le aree di esclusione vengono spesso trattate come se fossero flessibili. Se un’area interferisce con i normali movimenti, le persone tenderanno a prendere la via più facile, a meno che lo spazio non venga riprogettato, deviato e controllato attivamente. Le operazioni più sicure sono quelle che rendono il comportamento sicuro semplice da seguire e quello insicuro difficile da mettere in pratica.

Controlli pratici che migliorano la sicurezza del sollevamento

Le operazioni di sollevamento più sicure utilizzano una combinazione di controlli invece di affidarsi a una sola misura. Tra questi rientrano un piano di sollevamento proporzionato, personale competente, controlli dell’attrezzatura, un percorso del carico libero, un responsabile nominato per l’area di esclusione, barriere fisiche, percorsi di accesso definiti, segnaletica ben visibile, segnalazione dedicata, supervisione efficace e una regola di arresto immediato in caso di violazione o cambiamento delle condizioni.

È buona prassi integrare l’area di sollevamento nel programma generale di cantiere invece di trattarla come un inconveniente temporaneo. Il sollevamento può essere pianificato come punto di arresto programmato, con orari di divieto d’accesso, percorsi pedonali alternativi, restrizioni alle consegne e sospensioni temporanee delle lavorazioni nelle aree adiacenti. Questo approccio riduce i conflitti, limita i ritardi e rende la conformità più realistica anche sotto pressione.

Considerazioni finali

La sicurezza nelle operazioni di sollevamento dipende dall’eliminazione dell’esposizione al rischio prima ancora che il sollevamento inizi e dal mantenimento del controllo per tutta la durata dell’attività. Il piano di sollevamento deve riflettere i rischi reali, non condizioni idealizzate. I ruoli devono essere specifici, assegnati per nome e sostenuti da un’autorità effettiva. Le aree di esclusione devono riflettere i reali movimenti dei carichi e delle persone, non semplici linee su un disegno. Quando pianificazione, supervisione e controllo dei confini sono allineati, il rischio che le persone vengano colpite dai carichi si riduce in modo significativo.