Una cultura della sicurezza è l’approccio condiviso al rischio, visibile nel modo in cui le persone pensano, comunicano e agiscono, soprattutto quando non sono supervisionate. È plasmata da valori, atteggiamenti, competenze e comportamenti quotidiani, che determinano quanto seriamente e con quanta coerenza viene gestita, nella pratica, la salute e sicurezza sul lavoro.

Un modo utile di vedere la cultura della sicurezza è considerarla attraverso tre lenti:

  • Comportamentale: ciò che le persone fanno (ad es. seguire sistemi di lavoro sicuro, richiamare comportamenti non sicuri)

  • Situazionale: ciò che l’organizzazione mette a disposizione (ad es. risorse, procedure, supervisione, condizioni del cantiere)

  • Psicologica: ciò che le persone provano (ad es. fiducia, tranquillità nel parlare, pressione percepita a “prendere scorciatoie”)

La cultura della sicurezza si colloca anche su uno spettro:

  • Una cultura orientata alla conformità rispetta i requisiti minimi.

  • Una cultura di miglioramento continuo anticipa attivamente i rischi, impara, si adatta e continua a migliorare anche quando le prestazioni sembrano “accettabili”.

Perché l’edilizia ha bisogno di una cultura della sicurezza più forte rispetto alla maggior parte dei settori

I cantieri cambiano ogni giorno: arrivano nuove maestranze, le aree di lavoro si spostano e macchinari e operazioni di sollevamento si muovono continuamente. Spesso più imprese lavorano fianco a fianco, il che lascia poco margine di errore e aumenta il potenziale di conseguenze gravi.

In Gran Bretagna, l’edilizia registra un’alta incidenza di infortuni mortali; una cifra recente citata è 51 decessi di lavoratori nel 2023–2024, con cause frequenti come cadute dall’alto e impatti con veicoli o oggetti in caduta.

Oltre ai pericoli intrinseci, pressioni culturali possono aumentare il rischio in modo più sottile:

  • scadenze strette e obiettivi di produttività

  • forza lavoro transitoria e subappalti

  • abitudini del tipo “si è sempre fatto così”

  • riluttanza a fermare i lavori o a segnalare preoccupazioni

La leadership dà il tono (e la velocità) al cambiamento culturale

La cultura della sicurezza si costruisce dall’alto, ma funziona solo se viene dimostrata ogni giorno in cantiere. I leader influenzano le priorità nella pianificazione, nell’allocazione delle risorse e nel processo decisionale; e le squadre seguono i fatti più dei messaggi scritti.

Comportamenti di leadership ad alto impatto:

  • Dare l’esempio (DPI, partecipazione ai briefing, domande regolari sulle prestazioni di sicurezza)

  • Rendere la sicurezza un valore centrale allo stesso livello di tempi e costi — non un pensiero successivo

  • Assegnare risorse adeguate alla sicurezza (supervisione competente, manutenzione, tempo per la formazione, DPI e attrezzature di qualità)

  • Creare le condizioni perché tutti possano parlare e riconoscere gli errori senza paura

Il cambiamento culturale richiede tempo, ma azioni coerenti da parte di tutti — soprattutto della leadership — hanno un effetto cumulativo.

Integrare la sicurezza nel ciclo di vita del progetto, non solo nel posto di lavoro

Una forte cultura della sicurezza inizia prima dell’avvio dei lavori. Decisioni precoci su progettazione, acquisti, fasi e pressione sul programma influenzano i risultati di sicurezza. Gestire il rischio lungo tutto il progetto riduce compromessi tardivi che possono aumentare i pericoli per le squadre in cantiere.

Pratiche chiave per rendere la sicurezza parte del modo in cui si consegna il lavoro:

  • Valutazioni dei rischi e metodi di lavoro (RAMS) chiari, specifici per attività, correttamente comunicati e utilizzati in tempo reale (non solo archiviati)

  • Induzioni/accoglienze di cantiere solide per ogni lavoratore e subappaltatore, coprendo pericoli, emergenze e regole rilevanti per quel cantiere

  • Pianificare i controlli nella sequenza operativa (accessi/uscite, zone di esclusione, piani di sollevamento, opere provvisionali, gestione del traffico, strategia per i lavori in quota)

  • Eliminare i rischi alla fonte quando possibile e coordinare le interfacce tra mestieri affinché la sicurezza non sia “responsabilità di tutti e di nessuno”

Coinvolgimento ed empowerment: rendere la sicurezza responsabilità di tutti

Una cultura della sicurezza sostenibile esiste quando i lavoratori si sentono rispettati, ascoltati e in grado di influenzare le pratiche. Il coinvolgimento deve andare oltre cartelli e “toolbox talk” di routine, creando canali reali di contributo e agendo sui feedback.

Modi pratici per radicare l’empowerment:

  • Comunicazione a due vie: i supervisori chiedono, ascoltano e danno seguito; i lavoratori segnalano sapendo che ci sarà un’azione

  • Partecipazione alle valutazioni dei rischi: chi svolge il lavoro contribuisce ai controlli — migliora qualità e adesione

  • Diritto di fermare il lavoro: autorizzazione esplicita a interrompere se le condizioni sono pericolose, senza ritorsioni

  • Responsabilità tra pari: normalizzare il richiamo rispettoso (“vedo e dico”)

  • Rappresentanti/Comitati sicurezza: includere diversi mestieri e livelli per riflettere la realtà del cantiere

Competenze e formazione: mantenere le abilità aggiornate in un ambiente che cambia

I rischi in edilizia evolvono con il programma, le aree di lavoro e la forza lavoro. La formazione deve essere continua: induzione, competenze specifiche per attività, aggiornamenti e refresh quando cambiano metodi o attrezzature.

Un approccio formativo che sostiene la cultura:

  • Competenze specifiche per ruolo (ad es. operatori di macchine, lavori in quota, spazi confinati)

  • Capacità dei supervisori (condurre briefing, individuare “deriva”, fare coaching sui comportamenti sicuri)

  • Apprendimenti brevi e frequenti (toolbox talk e richiami mirati ai rischi del giorno)

  • Spiegare il “perché” dei controlli per far comprendere conseguenze e non ridurre la sicurezza a burocrazia

Segnalazione, “just culture” e apprendimento: trasformare i quasi incidenti in prevenzione

Una cultura che apprende si basa su segnalazioni aperte. Quando le persone riportano quasi incidenti, pericoli ed errori senza paura di colpevolizzazioni, l’organizzazione può imparare ed evitare ripetizioni.

Per raggiungerlo:

  • Rendere facile segnalare (strumenti semplici e canali rapidi per alzare la mano)

  • Rispondere in modo visibile (correggere, spiegare le decisioni, chiudere il ciclo di feedback affinché si vedano i risultati)

  • Indagare in modo imparziale per capire cosa è successo e perché — puntando alla prevenzione, non alla punizione

  • Condividere le lezioni apprese tra cantieri e team (cosa è cambiato, cosa monitorare)

Regolari safety stand-down (pause dei lavori per riflettere su eventi gravi e quasi incidenti) possono riportare l’attenzione sui rischi, rafforzare la responsabilità condivisa e incoraggiare la comunicazione.

Routine quotidiane che rendono visibile la cultura della sicurezza

La cultura diventa reale attraverso comportamenti ripetuti in cantiere:

  • briefing di avvio e toolbox talk collegati ai rischi critici del giorno

  • giri sicurezza e ispezioni con feedback (cosa è stato trovato, cosa è cambiato)

  • standard coerenti di DPI, adeguati ai rischi (e applicati in modo equo)

  • controllo dei lavori in quota: parapetti, imbracature, reti, ponteggi conformi e rigide zone di esclusione

  • ordine e controllo attrezzi: fissare e riporre l’attrezzatura; ridurre cadute di oggetti e rischi di inciampo

  • preparazione alle emergenze: procedure provate, primo soccorso, vie di evacuazione chiare

  • disciplina su sostanze pericolose: stoccaggio, etichettatura, formazione alla manipolazione e ventilazione se necessaria

Misurare ciò che conta e poi migliorare in modo continuo

Affidarsi solo al numero di infortuni dà segnali troppo tardi. Le culture solide monitorano indicatori anticipatori, come segnalazioni di quasi incidenti, completamento di audit e formazione, e qualità delle ispezioni, per valutare l’efficacia dei controlli e i rischi emergenti.

Un ritmo di miglioramento continuo comprende:

  • obiettivi e aspettative di sicurezza chiari

  • monitoraggio e revisioni regolari

  • audit/ispezioni costruttivi, non punitivi

  • riflessione periodica su ciò che è cambiato e dove c’è ancora “deriva”

  • condivisione degli apprendimenti lungo la filiera e nei progetti futuri

Gestire subappaltatori e interfacce senza diluire gli standard

La cultura di cantiere può frammentarsi quando le aspettative differiscono tra imprese. Mantenere coerenza:

  • offrendo a ogni subappaltatore un’induzione e un briefing di pari qualità

  • allineando RAMS, permessi e controlli alle interfacce tra mestieri

  • definendo standard minimi chiari per supervisione, DPI e segnalazioni

  • rendendo possibile e accettabile, per chiunque — indipendentemente dal datore di lavoro — fermare i lavori se c’è pericolo

Salute mentale, fatica e fattori umani: la sicurezza include il benessere

Attenzione, giudizio e tempi di reazione sono essenziali per la sicurezza. Giornate lunghe, fatica, stress e difficoltà di salute mentale aumentano la probabilità di errori. Supportare il benessere è quindi una misura preventiva a tutti gli effetti, non un optional.

Azioni a livello di cantiere:

  • pause pianificate e ritmi realistici

  • monitoraggio della fatica e dei picchi di carico

  • una cultura in cui chiedere aiuto sia normale

  • supervisione rispettosa che “chiede come va”, non solo verifica la conformità

Passare all’azione: un percorso semplice per costruire la cultura

Inizia valutando la situazione attuale: osserva i comportamenti reali, individua dove le persone si sentono sotto pressione e dove il rischio può essere diventato “normale”.

Poi crea slancio con:

  • routine di leadership visibili (giri, briefing, decisioni sulle risorse)

  • un approccio di segnalazione senza ritorsioni con feedback rapido

  • potenziamento di competenze e supervisione dove il rischio è più alto

  • un ciclo regolare di monitoraggio, apprendimento e miglioramento

Una forte cultura della sicurezza non nasce da un’unica iniziativa. È il risultato di migliaia di decisioni coerenti che rendono il lavoro sicuro il modo standard di operare.